Torino, un uomo ferisce la convivente e poi si uccide in centro città davanti ai poliziotti

Il luogo in corso Galileo Ferraris, angolo corso Vittorio Emanuele II, dove l’uomo si è suicidato

Un dirigente d’azienda di 45 anni si è sparato al collo davanti alle Volanti che lo avevano inseguito: la donna, una ballerina di night, è ricoverata all’ospedale Cto con escoriazioni

«Ti lascio», «Allora mi uccido». E così ha fatto Elio Giancotti, dirigente d’azienda nel campo della grande distribuzione, 45 anni, residente a Lainate, ma da qualche mese domiciliato a Torino, che si è sparato un colpo in testa davanti agli agenti della «Volante», che lo avevano inseguito per alcune centinaia di metri fino in corso Galileo Ferrarisall’angolo con corso Vittorio Emanuele II.Poco prima, l’uomo aveva litigato con una donna, una ballerina di night di 31 anni di origine ungherese.

 

Da una prima ricostruzione risulta che i due avessero vissuto assieme. Una relazione durata sei mesi e che era giunta al termine da poco. Erano le 6,20. Alcuni testimoni hanno visto i due finire a terra, in corso Vittorio Emanuele II angolo corso Re Umberto, lontano dalla loro abitazioni. Lei aveva la testa sanguinante per la ferita causata dall’impatto con il marciapiede, ma continuava a litigare con l’uomo.

 

A quel punto, Elio Giancotti ha preso dal portabagagli dell’auto, una Bmw Serie 3 (noleggiata ieri a Milano) la pistola – una Tanfoglio calibro 9×21 – regolarmente detenuta e ha minacciato se stesso, davanti alla donna. In pochi minuti sono arrivate alcune pattuglie della «Volante», gli agenti sono scesi e hanno circondato l’uomo armato. Lui ha subito puntato la pistola alla testa (nell’altra mano teneva il cellulare) minacciando di premere il grilletto. Lo ha fatto qualche centinaio di metri più avanti. Testimoni hanno sentito uno sparo.

La donna è stata ricoverata al Cto per la ferita alla testa: ha riportato lievi escoriazioni, nessuna ferita da proiettile. La prognosi è di 7 giorni. L’indagine è affidata agli investigatori della Squadra Mobile, coordinati dal dirigente Marco Martino. Sentita dagli investigatori, ha raccontato che l’uomo aveva già minacciato di uccidersi. Non aveva accettato la fine della loro storia: «Se non torni con me, mi uccido».

di CLAUADIO LAUGERI

Fonte La Stampa

TORINO, 13 agosto 2017

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