TEMPI MODERNI – INTERVISTA ALL’EX COLONNELLO DEL ROS DEI CARABINIERI ANGELO JANNONE

Durante l’intervista il colonnello ricostruisce l’omicidio dei due carabinieri Garofalo e Fava, avendo diretto personalmente le indagini. Alla domanda se crede che la morte dei due carabinieri possa essere riconducibile a una alleanza tra ‘ndrangheta e mafia risponde: ” Sono alquanto perplesso dalle recenti ricostruzioni, vi spiego perché…”

Angelo Jannone (Andria, 26 gennaio 1962) è un ex ufficiale dei Carabinieri italiani, poi consulente e docente universitario.
Autore di numerose importanti inchieste su mafia, riciclaggio e narcotraffico a fianco del giudice Giovanni Falcone.

Arma dei Carabinieri

Angelo Jannone è stato comandante della compagnia carabinieri di Corleone dal 1989 al 1991 ed autore con Giovanni Falcone delle indagini sul patrimonio di Totò Riina e sul commercialista Pino Mandalari.
Da Corleone fu trasferito per ragioni di sicurezza, poiché entrato nelle mire del Clan dei Corleonesi.

Dopo Corleone a Catania ha comandato il Nucleo Investigativo ed è stato al centro di una cruenta sparatoria, nel corso della quale, il 18 giugno 1992, fu catturato un intero gruppo di fuoco del clan dei Cursoti. Dopo Catania, in Calabria ha comandato la compagnia di Roccella Ionica, ed è stato protagonista di diverse importanti operazioni contro le famiglie della Locride ed i Piromalli.

Sempre in Calabria ha firmato l’informativa dell’operazione Galassia, che portò all’arresto di 187 esponenti di Cosa Nostra e delle famiglia della Sibaritide.

Dalla Calabria viene trasferito dopo che un pentito aveva rivelato un progetto di attentato nei suoi confronti voluto dalle Ndrine della Locride.

In seguito ha comandato per tre anni il Nucleo operativo di Mestre, ove è stato alla ribalta per indagini contro la corruzione della Guardia di Finanza, e per una cruenta sparatoria con una banda di giostrai; durante la quale è stato sfiorato da colpi di Kalashnikov.

È stato poi trasferito al Raggruppamento Operativo Speciale di Roma nell’estate del 2000 e ha lasciato l’Arma nel dicembre 2003, con il grado di colonnello.

Durante il periodo al ROS si è infiltrato in Italia ed all’estero in organizzazioni di narcotrafficanti colombiani legati a camorristi permettendo il sequestro di 280 chilogrammi di cocaina e l’arresto di oltre 43 persone, tra Napoli, Milano, Roma, Amsterdam ed il Venezuela.

La vicenda è raccontata dal libro di Giorgio Sturlese Tosi “Una vita da Infiltrato” ed Rizzoli, 2010. Al ROS ha comandanto anche il Reparto Analisi durante il quale ha collaborato alla stesura del primo rapporto Economia, Criminalità e Finanza in Italia, con il capitolo “Indicatori di infiltrazioni nel settore dei pubblici appalti”.

Nel corso degli anni trascorsi nell’Arma Jannone è stato insignito di numerosi riconoscimenti per i meriti di servizio.

di Massimo Martini

Firenze, 5 agosto 2017

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