Search

IL SENSO DI LIANA MILELLA PER LE INTERCETTAZIONI

“Fino ad oggi, pm e giudici erano liberi di mettere nei loro provvvedimenti qualsiasi intercettazione che veniva sbobinata dalla polizia giudiziaria e inserita nei brogliacci, ora la polizia dovrà porsi il problema di trascrivere solo quelle necessarie a dimostrare la colpevolezza o l’innocenza dell’imputato. In più dovrà evitare di trascrivere i colloqui tra difensori e imputati e i fatti legati alla vita privata”.

Così, oggi, Liana Milella, su Repubblica. A proposito dell’annunciato Decreto Legislativo sulle intercettazioni, che dovrebbe introdurre qualche minima pezza, all’oscena “sorveglianza di massa” a cui siamo sottoposti.

Ora, tralasciamo il “mettere”, in luogo di “allegare”, o “includere”, o “incorporare”, a seconda delle sfumature. Sebbene, constando una laurea in filologia classica, e oltre vent’anni di frequentazioni giudiziarie, ci si poteva attendere minore sciatteria.
Ma è il contenuto critico che, ancora peggio, qualificando prassi e intenzioni, tradisce un immoralismo statutario. Infatti, si lamenta la perdita dei “diritti di pubblicazione” su:
1) conversazioni irrilevanti per “dimostrare la colpevolezza o l’innocenza dell’imputato”;
2) conversazioni “tra difensori e imputati”;
3) conversazioni concernenti “fatti legati alla vita privata”.
Quanto a dire, che divulgare il frutto di un abuso permanente sulla vita privata di ciascuno, cioè, semplicemente, sulla sua vita, secondo Milella (ma sappiamo: è in buona compagnia), sarebbe la principale legittimazione di questo istituto processuale.
Siamo all’invocazione formale della DDR; al regresso psicotico collettivo come instrumentum regni.

Ma non è un trabocco emotivo. È protervia: non disgiunta da doppiezza obliqua.
Infatti, si dice anche preoccupata per “gli Avvocati”: che, rileva, dovranno, interinalmente, limitarsi ad ascoltare o a prendere visione di quanto non trascritto, senza beneficiare del supporto cartaceo.

Magari la Difesa è preoccupata dei presupposti applicativi (per quali reati, per quanto tempo, attraverso quali impianti, ecc); o che non si faccia strame della delicatissima libertà di interloquire con il proprio assistito.

Pertanto, è preoccupata, la Difesa, delle sue stesse residue condizioni di civiltà, più che delle barbare gozzoviglie perseguite dal “giornalismo di trascrizione” (Copyright, Luciano Violante).

Lasci perdere la Difesa, Milella. Lasci perdere. Non sa di che parla.

di Fabio Cammalleri

Roma, 4 novembre 2017

Leave a comment
*
**

*

XHTML: You can use these tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

* Required , ** will not be published.