SCONTRO TRA MAGISTRATI – “ Processo ad Area” MI: «Basta scontri tra toghe e politica»

MAURO GALLINA ( MAGISTRATURA INDIPENDENTE): «UN’ASSOCIAZIONE DI MAGISTRATI NON PUÒ INTERVENIRE SU TEMI DI POLITICA GENERALE ».

I magistrati si dividono su Matteo Salvini e sulle sue esternazioni “anti toghe”. Per la prima volta dopo decenni l’Associazione nazionale magistrati non sembra essere compatta nella risposta agli attacchi da parte di un politico.

Tranne Magistratura democratica, la corrente di sinistra, che ha apertamente accusato il ministro dell’Interno di avere un «atteggiamento eversivo», la reazione degli altri gruppi della magistratura associata è stata infatti piuttosto tiepida.Ed anche la chiamata alle armi contro Salvini di Area, il cartello di tutte le toghe progressiste, non sembra aver riscosso molto successo. Anzi.

«E’ compito dell’Anm e di tutti i gruppi che in essa si riconoscono intervenire», avevano scritto domenica in un comunicato le toghe di Area. «Sostenere un dovere di astensione dei singoli gruppi dall’intervenire nel dibattito pubblico sui temi della giustizia e dei diritti è antistorico e ne tradisce i valori, con il rischio concreto di isolare i magistrati impegnati in richiesta delicate e scomode oltre a danneggiare l’indipendenza e l’autonomia e con essa la qualità della nostra democrazia», avevano poi aggiunto nella speranza di una presa di posizione unitaria che invece non è arrivata.

Salvini, solo poche ore prima, aveva accusato in maniera neppure molto velata le toghe di Magistratura democratica di non essere «autonome» nella vicenda della nave Diciotti. Il motivo, secondo il titolare del Viminale, sarebbe riconducibile al fatto che Md figura fra gli aderenti a «Welcome Europe», l’iniziativa di sensibilizzazione all’accoglienza dei migranti. Iniziativa che per Salvini altro non sarebbe se non una «campagna pro- immigrazione che vede fra gli altri aderenti Potere al Popolo, Ong, Cgil, Arci, Rifondazione comunista e coop varie, come Baobab Experience».

«Welcome Europe», va ricordato, ha avuto adesioni molto trasversali: dalla Caritas ai Radicali italiani, da Libera di Don Ciotti ad Oxfam, l’associazione del magnate ungherese George Soros.

«Penso che la polemica di Area contro Salvini di questi giorni sia sintomo di un atteggiamento di debolezza interna», dichiara Mauro Gallina, attuale presidente della Giunta Anm di Milano per Magistratura indipendente, la corrente moderata delle toghe che non ha raccolto l’appello dei colleghi progressisti.

«Bisogna sapere guardare oltre. Per anni il rapporto fra magistratura e politica è stato caratterizzato da uno scontro acceso», prosegue il magistrato milanese, secondo cui «non bisogna tornare al passato».

Parole che sembrano ricalcare quelle pronunciate dal vicepremier Luigi Di

Maio che aveva invitato a non scatenare «una nuova guerra fra toghe e politica».

«Magistratura indipendente prosegue Gallina – ha diramato su questa vicenda un comunicato in cui si richiama al rispetto dell’attività giurisdizionale. Certamente un ministro non può irridere in maniera sprezzante un procuratore della Repubblica, ma la magistratura deve rimanere distante dalla politica se vuole preservare la propria autonomia ed indipendenza. E comunque un’associazione di magistrati non può intervenire su temi di politica generale».

«Mi permetto di aggiungere che come è cambiata la società è cambiata anche la magistratura. I magistrati oggi, soprattutto quelli più giovani, non sono quelli degli anni Novanta. Questo clima conflittuale rischia di essere molto penalizzante: i cittadini potrebbero pensare che i magistrati siano mossi da intenti politici ed il primo a trarne giovamento sarebbe proprio Salvini», ha poi concluso Gallina.

Tornando al procedimento penale, il procuratore di Palermo Francesco Lo Voi ha notevolmente ridimensionato il capo di imputazione. Dei cinque reati inizialmente contestati a Salvini dal collega di Palermo Luigi Patronaggio è sopravvissuto solo il sequestro di persona.

Ma anche su questa condotta l’esito, secondo numerosi addetti ai lavori, pare essere scontato con una archiviazione già in fase d’indagine preliminare. Anche se qualcuno non esclude che lo stesso premier Conte, in qualità di primo responsabile della politica del Governo, potrebbe essere coinvolto a titolo di concorso nel reato non avendo invitato Salvini a desistere dalla sua iniziativa.

di GIOVANNI M. JACOBAZZI

Fonte Il Dubbio

Roma, 11 settembre 2018

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