SAVIANO, LA SCORTA NON E’ UN DOGMA

Per guadagnarsi gli strali del Fatto Quotidiano, dei social network e di certi ambienti Antimafia è sufficiente criticare i cosiddetti Intoccabili. Sono quelle “anime belle” capaci di essersi guadagnate una loro nicchia di popolarità ed eroismo, accreditandosi come icone della lotta a Cosa Nostra o alla camorra.
Bisogna certo essere abili, perché non è facile fare breccia avanzando istanze di questo tipo. E’ necessario essere ottimi comunicatori, essere dotati di discreto carisma e riuscire a bucare lo schermo, oltre che incuriosire e affascinare lettori della carta stampata e utenti di internet.
Roberto Saviano ce l’ha fatta, quindi è pienamente una icona anticamorra. E il merito è tutto suo.
Per essere un vero eroe, però, avrebbe dovuto dimostrare qualcosa in più. Aver davvero catturato fisicamente dei boss o averli fatti catturare, aver denunciato segreti sconosciuti alla collettività, aver rischiato mettendoci la faccia. Quest’ultima affermazione è vera in parte: Saviano la faccia la mette eccome, ma non sappiamo fino a che punto la sua vita sia realmente minacciata.
Intendiamoci, non devono morire tutti. Non vogliamo che tutte le icone antimafia siano martiri al pari di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Altrimenti, la mafia rischierebbe di vincere.
Nè vogliamo che la vita di Saviano sia realmente minacciata. Ci mancherebbe.
Solo, riteniamo opportuno che alle parole seguano i fatti e molto spesso non è così.

Parlavamo degli strali del Fatto Quotidiano, di certi ambienti Antimafia e dei social network. Vittima della gogna questa volta è il senatore di Ala, Vincenzo D’anna. Reo, mal gliene incolse, di aver messo sul tavolo la questione della scorta a Saviano. I soldi che si spendono per la scorta all’autore di Gomorra, secondo D’Anna, potrebbero essere utilizzati per reali misure anti-camorra.
Apriti cielo. Le anime belle si sono indignate e hanno preso di mira il senatore, che di qui a poco sarà dicuramente costretto a fare marcia indietro.
Osserviamo però la questione con calma e razionalità: Vincenzo D’anna sarà pure alleato del Pd, terrà pure le redini del governo garantedogli la maggioranza insieme a Verdini, come ha voluto ricordare l’ineffabile Fatto, ma non ha detto nulla di scandaloso.
Si  è semplicemente permesso di dubitare che Saviano abbia davvero bisogno della scorta

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