QUEGLI OPINIONISTI COME AUGIAS DI CUI FAREMMO VOLENTIERI A MENO

augias

“Aveva 5 o 6 anni ma si atteggiava come se ne avesse 16”. Le parole di Corrado Augias riferite alla piccola Fortuna sono raggelanti, anche se il messaggio che voleva trasmettere non è sicuramente ciò che traspare. Augias non voleva dire che la piccola, stuprata e gettata dalla finestra, fosse una provocatrice o avesse già una sessualità sviluppata. Era semmai un’accusa ai genitori, perché la bambina era “atteggiata” e “pettinata” coi “boccoli in un certo modo”.

Una figura che strideva con lo sfondo, ovvero con l’immagine di Padre Pio che appare nella foto mostrata dalla povera madre.
Qualcuno ha interpretato queste parole come una spiegazione, se non una giustificazione, al fenomeno della pedofilia. Un po’ come le donne che vanno in giro troppo svestite. La colpa non sarebbe dei bambini, ancora innocenti, ma dei genitori che trasmettono certi valori.

Anche se Augias non voleva giustificare la pedofilia, ciò che ha detto è semplicemente sconclusionato e privo di riscontri. Come molti intellettuali paracadutati, abituati a dire ovvietà da bar spacciate per riflessioni importanti e ponderate, Augias parla di un argomento delicato senza conoscerlo.

E abbandonandosi a discorsi da Bar dello Sport spacciati per opinioni autorevoli.
Il giornalista, intervenendo sull’argomento, avrebbe potuto parlare di precedenti e illustrare le sue teorie sulla sessualità dei bambini, invece si è basato su una foto per discettare su un caso di cui non ci risulta si stia occupando direttamente.

Nella foto incriminata, dove sono gli atteggiamenti da sedicenne o addirittura diciottenne? I boccoli, secondo Augias, non sono un normale vezzo ma qualcosa di più grande. Indice di una malizia che probabilmente vede solo lui.

Una malizia, per la verità, un po’ troppo pruriginosa.
Oggi Augias è sulla bocca di tutti. In tanti lo criticano e prendono le distanze dalle sue parole. Tutto sommato se lo merita: il moralizzatore è stato ripagato con la sua stessa moneta. La maggior parte dei critici ha ingigantito le parole di Augias. Che però bastano da sole: ha detto semplicemente una sciocchezza. L’ha fatto in veste di opinionista, perché i salotti televisivi italiani lo ritengono tale.

Eppure, chiunque potrebbe esprimere un concetto così banale, superficiale e poco approfondito. Qualunque persona che vede una foto, la giudica, esprime un’idea frettolosa e decontestualizzata. Sarebbe bastato un opinionista preso a caso.

Inutile dire che se la pettinatura di Fortuna non è “da bambina”, presto dovremo coprire le minorenni coi burqa per evitare che i loro sorrisi o la loro innocente vanità possa essere interpretata come qualcosa di troppo malizioso.

O forse sarebbe meglio lasciare da parte moralisti superficiali che da troppi anni entrano nelle case degli italiani con i loro sermoni. Troppe persone si pongono su un piedistallo, poche lo meritano davvero.

Roma, 6 maggio 2016

Riccardo Ghezzi

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