‘NON ACCETTIAMO INTIMIDAZIONI DALL’ANTIMAFIA DEI SALOTTI’

E’ mia ferma intenzione, non solo per il ruolo di direttore editoriale di Magazine Sicurezza, difendere l’onorabilità e la serietà dei collaboratori della testata. Lo faccio contro qualsiasi accusa strumentale volta a metterne in dubbio la reputazione e la correttezza. Questo messaggio è rivolto ai pataccari, a chi parla con gli alieni e a chi strumentalizza le vittime della mafia. Chi collabora con me non può essere in alcun modo accusato di malafede o scarsa deontologia, soprattutto da parte di quel mondo dell’Antimafia più oscuro, schierato, salottiero, che agisce tanto nei salotti e poco sul campo.

Noi, a scanso di ogni equivoco, stiamo con chi invece questo sentimento di repulsione alle mafie lo pratica con onestà, silenzio e abnegazione. E lo fa con spirito volontaristico, senza laute ricompense. Stiamo con tutti quei ragazzi che non hanno paura a schierarsi apertamente, a schiena dritta e testa alta, nei territori più difficili. Con l’Antimafia delle Forze dell’Ordine e della magistratura onesta e non di parte, con tutti quegli uomini e quelle donne che per fare questo mestiere ci mettono l’anima, sacrificando beni e affetti.

Quindi, lo dico francamente, non accettiamo intimidazioni e tentativi di tapparci la bocca, soprattutto perché riteniamo questi modi di fare come tipicamente mafiosi. La mafia si comporta così, noi siamo un’altra cosa. E abbiamo un’altra cultura.

C’è una certa antimafia che vorrebbe metterci il bavaglio e non possiamo accettarlo e porgere l’altra guancia. Noi ci mettiamo la faccia, si sappia sin da subito. Lo facciamo con la fierezza e la libertà di chi non riceve un euro di contributo pubblico, di chi vive del proprio lavoro e non ha alcun padrone.

E siamo pronti a fare nomi e cognomi, come sempre.

E’ arrivata l’ora di schierarsi. Noi ci siamo e non ci tireremo indietro.

Massimo Martini

Roma, 29 marzo 2018

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