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L’abuso in divisa è più grave ma nessuno tocchi l’Arma

È giusto che i reati degli uomini dello Stato siano puniti più duramente. Ma restano uno dei pilastri d’Italia.

Due carabinieri in servizio sono accusati di aver violentato a Firenze due giovani studentesse americane.

Il fatto è avvenuto l’altra notte, al termine di una serata in discoteca dove le due avevano bevuto un po’ troppo. La pattuglia dell’Arma – intervenuta per una lite – si è offerta di dare loro un passaggio a casa, e lì si sarebbe consumato il reato.

La sinistra può tirare un sospiro di sollievo, e in molti già lo hanno fatto: non sono solo gli immigrati a violentare le donne, quindi liberi tutti, il branco di Rimini è in parte riabilitato se anche due carabinieri in divisa si macchiano di colpe simili.

No, non ci stiamo. Le colpe (al di là della dinamica dei fatti di Firenze ancora tutta da accertare) non sono simili. Quelle dei due carabinieri sono molto più gravi, anche se la loro violenza fosse stata più lieve o frutto di una situazione equivoca. Questo giudizio vale ogni volta: capita raramente, ma capita, che uomini in divisa tradiscano la fiducia dello Stato e dei cittadini. Ed è giusto che i reati da loro commessi vengano puniti dalla giustizia più duramente che se compiuti da civili. Ma, detto questo, chi oggi sventola soddisfatto la violenza di Firenze come un trofeo da esibire contro chi sostiene che certa immigrazione è un pericolo sociale si comporta da vero mascalzone. I carabinieri e, in generale, le forze dell’ordine, sono e restano, anche dopo questa vicenda, una ricchezza – direi un pilastro – di questo Paese. Una risorsa di cui vantarsi e che è doveroso proteggere dagli sciacalli.

Mentre la maggior parte degli immigrati è fuori controllo, viceversa l’Arma opera nella piena legalità. E se qualcuno al suo interno sgarra non ha scampo, non fosse altro che per il rigido sistema di auto pulizia (e polizia).

Nessun paragone, quindi, può reggere. Neppure una porcata commessa da militari può distrarci dal problema della sicurezza legata all’immigrazione più o meno clandestina, battaglia in cui proprio i carabinieri sono impegnati ogni giorno in prima linea. Proveranno a farci credere che tutto è uguale, per cui non esiste un confine. Non è così. Noi oggi ci fidiamo dei carabinieri esattamente come ieri e, come ieri, oggi diffidiamo di chi vorrebbe stare in Italia senza rispettarci.

Roma, 9 settembre 2017
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