La democrazia è una cosa seria. Niente ambiguità, per favore

L’economia che non riparte? Colpa del governo. Il crollo del lungarno a Firenze? Colpa del governo. Sarà mica che anche il ritorno di Salvatore Girone in Italia, il secondo dei due Marò trattenuti illegittimamente in India dal 2012, è colpa del governo? Che l’adagio “piove, governo ladro” valga per ogni stagione politica nel nostro paese, è storia arcinota. Tuttavia, ci sono momenti storici in cui va riconosciuto che il pessimismo e la sindrome del bastian contrario, sono un fattore non solo controproducente ma del tutto insensato.

Dopo un ventennio in cui la partigianeria aveva spaccato in due l’Italia, tra becere tifoserie di destra e sinistra che si erano infine risolte nell’equazione tra i pro e i contro Berlusconi, proprio quando credevamo di essere usciti da questo dualismo che ha paralizzato praticamente ogni iniziativa politica degna di nota degli ultimi governi, ecco invece che l’Italia è ricaduta nuovamente nei suoi mali oscuri: il disfattismo e la faziosità. Oggi, ad esempio, siamo divisi tra chi plaude alle fatiche del governo di Matteo Renzi e chi lo denigra tacciandolo di “illegittimità” perché nominato e non eletto da nessuno. Eppure, di critiche al Governo se ne potrebbero fare molte, ma non questa. Poiché è una critica fuorviante, ancor prima che sbagliata.

Abbiamo già scritto dell’insensatezza di tale affermazione, ma con l’avvicinarsi della festa del 2 giugno, settantesimo compleanno della Repubblica, e con le elezioni amministrative alle porte (5 giugno) vale forse la pena tornarci su.

Scritto da: LucioTirinnanzi

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