Irma minaccia la Florida, “Fuggite ora”. Coprifuoco a Miami

Ha toccato Cuba ed è tornato a categoria 5: “Potrebbe essere l’evacuazione più imponente nella storia degli Stati Uniti”.

L’uragano Irma è alle porte della Florida: si prospetta il «più catastrofico» di sempre per lo Stato, ha sottolineato il governatore Rick Scott. Dopo aver perso di potenza, un rafforzamento nel braccio di mare fra Cuba e gli Usa, ha fatto prevedere un nuovo innalzamento alla categoria 4. Miami è una città deserta: è stato imposto il coprifuoco.

L’uragano porta con sé tra i 40 ed i 50 centimetri di pioggia, con punte fino a 60 centimetri nelle isole Keys. Secondo la previsione fatta dal Servizio meteorologico nazionale comporta «venti potenzialmente mortali» in tutto il Paese, «indipendentemente dal centro» del ciclone, soffieranno fino alla Georgia ed al Sud Carolina. Tra le tante distruzioni portate dall’uragano Irma sui Caraibi, una buona notizia giunge da cugino José che, contrariamente a quanto temuto, si sta spostando a nord-est delle isole già colpite per allontanarsi verso l’Atlantico, in una traiettoria che dovrebbe risparmiare i centri già devastati.

 

Sette milioni in fuga

Il governatore Scott, parlando alla stampa nel Centro emergenze, con sede nella capitale Tallahassee, ha ricordato che si prevede che il livello del mare aumenti fino a 3,6 metri in diverse zone costiere e ha avvertito: «Può coprire le case». Per questo ha chiesto alla popolazione di fuggire il prima possibile: «Non fatelo domani, non uscite di pomeriggio, se siete nelle zone di evacuazione andate via ora». Le autorità hanno chiesto ad altri 700mila residenti di lasciare le loro case. La grande fuga è in atto e coinvolge quasi 7 milioni di persone .

Tampa nell’occhio del ciclone

Secondo il National Hurricane Center l’uragano Irma continua a virare verso ovest nel suo tragitto ed è alta adesso la probabilità che nel suo occhio finiranno la città di Tampa e la zona di Tampa Bay, anche se restano altissimi i rischi per Miami. Sarà infatti con tutta probabilità la parte occidentale della Florida a subire le conseguenze peggiori del passaggio di Irma. Il primo impatto dovrebbe registrarsi all’alba di domenica sulle isole Keys, nella parte più meridionale dello Stato. Nel pomeriggio sarà poi la volta della costa sud-occidentale fino alla zona di Tampa in serata e nella mattina di lunedì.

Ventisette vittime nei caraibi 

Potrebbe essere l’uragano peggiore di sempre. Nei Caraibi Irma ha lasciato dietro di sé almeno 27 morti. Nella notte ha raggiunto l’arcipelago di Camaguey, Cuba nord-occidentale, per dirigersi poi verso ovest a una velocità di circa 20 chilometri all’ora, in rotta verso Miami.

Secondo Dave Hennen, meteorologo della Cnn, questa potrebbe essere l’operazione di sfollamento più imponente nella storia degli Stati Uniti dal momento che le contee interessate (Miami-Dade, Broward e Palm Beach) raccolgono un bacino di circa sei milioni di abitanti. Nella contea di Miami-Dade, nel sud della Florida, sono già 23 mila le persone che si trovano nei rifugi, secondo quanto riferisce il sindaco Carlos Gimenez.

Declassato uragano Katia, Josè nelle Antille

Contrariamente a quanto temuto, l’uragano Josè si sta spostando a nord-est delle isole già colpite per allontanarsi verso l’Atlantico, in una traiettoria che dovrebbe risparmiare i centri già devastati. Lo riferisce nell’ultimo aggiornamento il National Hurricane Center secondo il quale, Jose, sempre di categoria 4 (su un massimo di 5 della scalla Saffir-Simpson) con venti a 232 km/h, si è spostato nettamente a nord. L’uragano è al momento a 152 km a nord-est dalle isole Leeward (in italiano Isole Sopravvento Settentrionali) l’arcipelago più a nord delle piccole Antille. Se proseguirà sulla rotta previsto José non rapprenterà più una minaccia per gli abitanti dei Caraibi perché scaricherà la sua immensa potenza in mare aperto. Il Centro uragani statunitense ha intanto declassato Katia – che sta attraversando il Messico – a tempesta tropicale, con venti fino a 72 chilometri orari. Secondo le previsioni, Katia dovrebbe continuare a indebolirsi nelle prossime 24 ore.

Fonte La Stampa

Roma, 10 settembre 2017

 

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