Intervista all’avvocato Stefano Giordano legale del dottor Bruno Contrada – VIDEO

Sembrava finita, la vita di Contrada. Un uomo dello Stato che, nel 1992, lo ricordiamo per dovere di cronaca, era destinato a diventare il Capo della Polizia italiana.

Con il senno del poi, si sa, non si scrive la storia. Ma il senno del poi, quando si analizza una storia – la storia di un uomo delle istituzioni che non ha mai rinnegato le stesse istituzioni – spiega tante cose: anche sgradevoli.

 

Poi, certo, ci sono quelli che non accettano il corso delle cose. E’ il caso del dottore Giancarlo Caselli, all’epoca dei fatti procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Palermo. In pratica, il magistrato che ha inquisito e fatto condannare Contrada.

Tranciante il giudizio di Caselli espresso sulle pagine del quotidiano La Stampa di Torino:

“Occorre aspettare la motivazione. Se fosse basata (come sembra) sulla sentenza della Cedu (Corte europea dei diritti dell’uomo) – secondo me – come non aveva capito la Cedu allora, così oggi non capisce la Cassazione”.

Pacata, ma ferma la replica dell’avvocato Giordano:

“Auguro al dottore Caselli di godersi la sua meritata pensione. Ma non posso non notare che le sue parole offendono sia la Corte europea dei diritti dell’uomo, sia la Corte di Cassazione. A me hanno insegnato che la Giurisdizione non va messa in discussione. Poi ognuno si assume le proprie responsabilità”.

 

ROMA, 20 LUGLIO 2017

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