Imprese contro il Codice antimafia, Boccia: ‘Mina diritto, rischio danni’

Testo ‘figlio di una cultura del sospetto che si nutre di pericolosa ideologia anti-industriale’

L’estensione del sequestro preventivo ai casi di presunti reati, prevista dalle nuove norme del codice Antimafia, “stravolge i principi costituzionali e, per l’alta discrezionalità che concede, mina il bene assoluto della certezza del diritto”. E’ quanto ha affermato il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia intervenendo ad un convegno a Santa Teresa di Gallura. Boccia, mettendo in risalto i danni che potrebbero derivare, ha sostenuto che “con il nuovo codice antimafia si equipara l’attività degli imprenditori a quella dei delinquenti”

“L’estensione del sequestro preventivo a casi di presunti reati contro la pubblica amministrazione contenuta nel nuovo Codice antimafia – sostiene il presidente di Confindustria – è figlia di una cultura del sospetto che si nutre di una pericolosa ideologia anti industriale”. Per Boccia, “la presunzione di colpevolezza che la norma contiene stravolge i principi costituzionali e per l’alta discrezionalità che concede mina il bene assoluto della certezza del diritto”.

Il presidente degli industriali ha sottolineato che “si vive di reputazione, un imprenditore particolarmente, e quando questa dovesse essere scalfita da misure pesantissime legate alla presenza del semplice dubbio sarà impossibile recuperarla con danni permanenti a chi dovesse esserne colpito”.

Fonte Ansa

Roma, 30 settembre 2017

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