Il tracollo della Toscana rossa. Il centrodestra schiaccia il Pd

Ai ballottaggi sparisce il centrosinistra. Terni al centrodestra. Il Pd perde Siena, Massa e Pisa. Avellino e Imola al M5S.

Tre milioni di elettori chiamati al voto e una affluenza in calo rispetto al primo turno delle elezioni comunali. Si è votato in un’unica giornata, dalle 7 alle 23, in 14 capoluoghi, Il 10 giugno, al primo turno, solo 6 dei 20 capoluoghi avevano chiuso la partita subito (Brescia e Trapani al centrosinistra; Vicenza, Treviso, Catania e Barletta al centrodestra).

Quello di oggi era un piccolo test per Lega e M5S, che dovevano fare i conti con il primo mese di governo giallo verde. Attenzione invece era puntata su Pisa, Imola, Terni e Imperia (leggi qui tutti i dati). Ed è stata una vera e propria debacle per il centrosinistra.

Mentre lo spoglio è ancora in corso i primi dati dai Comuni portano grandi sorprese. Soprattutto a Terni e Pisa. Qui il centrodestra ha espugnato due fortini rossi. Nella città dell’Umbria la Lega la spunta sul M5S. Ancor più clamoroso il risultato parziale dalla città della torre pendente: il centrodestra conquista una delle roccaforti rosse. Il risultato è storico. Sempre in Toscana a Massa il Persiani batte il candidato del Pd che perde anche Siena, in una clamorosa debacle nella città del Monte dei Paschi. Un dato è certo: la Toscana non è più rossa.

Il Pd deve accontentarsi. Ad Ancona Valeria Mancinelli (centrosinistra) non dovrebbe aver problemi a spuntarla su Stefano Tombolini. Vittorie anche a Teramo e Brindisi. Al centrosinistra anche Siracusa. Ma il Pd ha incassato un’altra sconfitta clamorosa: quella della rossa Imola, dove il M5S ha strappato un simbolo dell’Emilia rossa.

Successo per il centrodestra anche a Sondrio Cinisello Balsamo, anche questa storico fortino della sinistra. A Imperia è Claudio Scajola a vincere il derby di centrodestra. Il M5S invece festeggia a Avellino e, come detto, Imola. Ma perdono Ragusa.

Messina in testa si trova il candidato civico (area Udc), che ha qualche punto di vantaggio sul candidato di centrodestra (che aveva vinto il primo turno).

Ecco quali erano tutte le sfide più importanti:

Il centro Italia

Pisa e Siena – In Toscana la vera sfida è quella cui deve far fronte il Pd. I fortini rossi come Siena Pisa rischiano di crollare sotto la pressione della Lega e del centrodestra. A Siena l’affluenza finale al ballottaggio è stata del 56,19% contro il 63,08% di due settimane fa ed è ancora testa a testa. Mentre a Pisa il dato è ancora fermo alle 19, con il Pisa 42,09% dei votanti che si è recato alle urne contro il 43,67% del primo turno.

Imola – Può festeggiare il M5s: con quasi tutti i seggi scrutinati, cade il fortino rosso dell’Emilia Romagna e va al M5S.

Terni – Qui c’è l’unica (vera) sfida tra i due alleati di governo. Lega e M5S si giocano la partita nella seconda città dell’Umbria, dopo la clamorosa debacle della sinistra al primo turno. Il centrodestra, secondo i primi dati, sarebbe in vantaggio. L’affluenza al ballottaggio è stata del 47,49% contro il 59,44% di due settimane fa. Il derby è stato vinto dalla Lega.

Massa – Alessandro Volp (Pd, Liberi e uguali, Repubblicani, Radicali e da tre liste civiche) sfidava Francesco Persiani (Forza Italia, Lega, Fratelli d’Italia e di due liste civiche). L’affluenza definitivaè stata del 54,87% contro il 62,44% di due settimane fa. I primi dati parlano di una vittoria del centrodestra.

Ancona – Valeria Mancinelli, sindaco uscente del Pd e sostenuta da Psi, Verdi, Udc-Popolari per Ancona e da due liste civiche ha sfidato Stefano Tombolini (Fi, Lega, FdI e da una lista civica). L’affluenza definitiva è stata del 42,67% contro il 54,59% di due settimane fa. Il Pd è riuscito a mantenere la città, una delle poche gioie in una giornata davvero difficile.

Teramo – Giandonato Morra (Forza Italia, Lega, Fratelli d’Italia, Popolo della Famiglia e da due liste civiche) se l’è vista cion Gianguido D’Alberto (Pd e da due liste civiche).

Viterbo – Giovanni Arena (Forza Italia, Lega, Fratelli d’Italia e da una lista civica) dopo il 40% al primo turno ha cercato la vittoria contro Chiara Frontini della lista civica Viterbo2020.

Il Nord Italia

Imperia – A Imperia invece l’ex ministro Claudio Scajola, che con la sua lista civica al primo turno ha conquistato il 35,3%, se l’è vista con Luca Lanteri (28,7%), candidato di centrodestra.

Sondrio – Il ballottaggio è tra Marco Scaramellini (sostenuto da Forza Italia, Lega, Fratelli d’Italia e di altre 3 liste civiche) e Nicola Giugni (Pd e da 4 liste civiche). Tra loro al primo turno c’erano 10 punti di distacco. L’affluenza definitiva è stata del 49,69% contro il 58,05% del primo turno di due settimane fa.

Il Sud Italia

Avellino – Nello Pizza, candidato del Pd sostenuto anche da 6 liste civiche, ha dovuto far fronte ai voti conquistati dal grillino Vincenzo Ciampi, arrivato secondo col 20%. che può contare su indicazioni di voto in suo favore dato dagli altri candidati esclusi dal ballottaggio.

Brindisi – Roberto Cavalera (Fi, Pri, Brindisi virtuosa-Udc e da tre liste civiche, ma senza Lega e Fratelli d’Italia) se l’è vista con il candidato di centrosinistra Riccardo Rossi (Pd, Leu e da 2 liste civiche). L’affluenza definitiva è stata del 40,67% contro il 60,73% del primo turno di due settimane fa.

Ragusa – Antonio Tringali, del M5S, con il 22,7% del primo turno è in vantaggio rispetto a Peppe Cassì, sostenuto da FdI e di tre liste civiche. Alle 19 l’affluenza era stata del 29,72%% contro il 41,50%; con un calo del 11,78%.

Messina – Qui la sfida era questione di centrodestra. Placido Bramanti (Forza Italia, FdI, Noi con Salvini, Popolo della Famiglia, ‘Diventerà Bellissima’ e da 5 liste civiche) ha sfidato il consigliere regionale Cateno De Luca, sostenuto solo da liste civiche.

Siracusa – Ezechia Paolo Reale, (Fi, FdI, Udc e da 5 liste civiche) aveva di fronte il civico Francesco Italia, ex vicesindaco nella precedente giunta Pd che aveva incassato l’appoggio degli esclusi al primo turno (ad eccezione del M5s). Alle 19 l’affluenza era al 23,66% contro il 38,10% con un calo del 14,44%.

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Fonte Il Giornale

Roma, 25 giugno 2018

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