Grillo contro Amendola «Biscazziere di sinistra»

L’ATTORE HA GIÀ ANNUNCIATO QUERELA.

Beppe Grillo torna a parlare da leader politico e dalle colonne del suo Blog si scaglia contro il Pd e «l’intellighenzia» che ruoterebbe attorno al maggior partito di centrosinistra uscito con le ossa rotte dalle Amministrtive. Così, invece di godersi il successo dei ballottaggi, il “garante” sceglie di accanirsi sullo storico avversario agonizzante. Per carità, sempre meglio che spronare Luigi Di Maio ad accelerare sul reddito di cittadinanza o parlare di Olimpiadi invernali con Chiara Appendino, ma la rivalsa di Grillo sembra smisurata. Il comico dimentica per un attimo i toni aggressivi che spesso vengono utilizzati su pagine web che inneggiano al Movimento 5 Stelle e si concentra su un «livor furioso che si è scatenato nei cervelli che fiancheggiano la sinistra sta tracimando oltre ogni ragionevolezza», scrive il fondatore del M5S.

«Sono talmente arrabbiati che pregano per le disgrazie, le invocano, tifano per le buche a Roma e guardano al mondo con la stessa fregola degli appassionati di B Movie Horror». Poi ironizza: «Fosse possibile restituirgli Imola, quasi quasi…», dice, riferendosi allacapitolazione di una delle roccaforti più antichedella sinistra italiana, finita nelle mani dei grillini alle elezioni di domenica scorsa. Il comico si scaglia contro intellettuali e uomini dello spettacolo che «mostrano i canini e ringhiano che siamo fascisti, hanno perso qualunque forma di contegno e questo non è bello». Nel mirino: lo scrittore Edoardo Albinati e l’attore Claudio Amendola. Al primo non «resta chesfogarsi e invocare disgrazie, come quel premio strega che si augurava morisse un bambino sull’Aquarius, credevo fosse soltanto un brutto scherzo del web», dice Grillo, ricordando le parole shock pronunciate dallo scrittore durante

i giorni del braccio di ferro tra governo e ong. E con Amendola, che nei giorni scorsi ha dichiarato di non voler «vivene in un Paese che chiude i suoi porti», il “garante” è ancora più aggressivo: «Gente che campa pubblicizzando il gioco d’azzardo augura a noi ogni male possibile, non vogliono vivere in un paese con i porti chiusi ( forse temono qualche bisca di stato in meno) », scrive, riferendosi all’attività professionale, in questo caso testimonial televisivo, dell’attore romano. Il diretto interessato non gradisce affatto e annuncia immediata querela. Ma Grillo non se ne cura, il suo post è ricco di appellativo per tutti.

«Uomini della sinistra frou frou ricomponetevi», prosegue, «e rilasciate l’Italia senza condizioni, mi appello a quel briciolo di “essere nel mondo” che dovrebbe riuscire a muovervi a più miti contegni».

Grillo dispensa consigli agli avversari e dimentica così per un momento i problemi di casa propria, dove non c’è solo il dualismo tra Di Maio e Salvini ad agitare il sonno della base. La credibilità del Movimento, in queste ore, passa anche da Torino, dove Chiara Appendino sembra pronta ad andare contro la sua maggioranza pur di candidare il capoluogo piemontese ai Giochi invernali del 2026. Per non perdere l’ennesima occasione olimpica, dopo la rinuncia di Roma, la sindaca grillina dovrà vincere uno slalom. Speciale.

R. V.

Fonte Il Dubbio

Roma, 27 giugno 2018

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