Il generale Mori scende in campo. Sarà nel movimento di Parisi

Assolto definitivamente dalle accuse di favoreggiamento a Totò Riina e a Bernardo Provenzano, il generale Mario Mori a settantotto anni si prepara a scendere in politica. E riparte accanto a Stefano Parisi. Il 15 settembre sarà infatti a Palermo dove il manager romano, leader del movimento Energie per l’Italia, appoggerà ufficialmente la candidatura a presidente della regione siciliana di Nello Musumeci, il volto del centrodestra nell’isola.

Il generale Mori tornerà a Palermo, dove a lungo ha lottato contro la mafia, e contro le accuse della Procura. Nel 1990 è stato tra gli elementi chiave della nascita del ROS, il Raggruppamento operativo speciale dell’Arma dei carabinieri, struttura con competenza nazionale nelle indagini sulla criminalità organizzata e terroristica. In qualità di comandante del I Reparto, che si occupa delle indagini sulla consorteria mafiosa, cura le investigazioni che sfoceranno nell’informativa “Mafia e appalti”, sulle connivenze tra esponenti del mondo economico e gli “uomini d’onore”, e in numerosi arresti.

Vicecomandante dei ROS nel 1992, sarà protagonista insieme a Sergio De Caprio (il capitano Ultimo), dell’arresto del boss Totò Riina.  La vicenda gli costò un processo per favoreggiamento, per aver omesso di informare la Procura della sospensione dei controlli sull’abitazione del mafioso, da cui venne assolto perché il fatto non costituisce reato. Nel 2013 viene nuovamente assolto con formula piena dal Tribunale di Palermo dall’accusa di aver favorito la latitanza di Bernardo Provenzano, impedendone l’arresto. Sentenza poi confermata in Appello e in Cassazione.

Su di lui c’è ancora l‘ombra del processo sulla trattativa Stato-mafia, processo dove è rinviato a giudizio. Ma il finale è ancora da scrivere, e il generale non ha intenzione di stare a guardare. Mori entra a gamba tesa nell’agone politico, e non si limita alla Sicilia. Dopo le regionali siciliane sarà a Roma per curare i temi della sicurezza nel programma che “Energie per l’Italia” presenterà alle politiche del 2018. E il generale ha già qualche idea per il mondo dei servizi segreti, che ha conosciuto quando era a capo del Sisde. Unificazione dei due servizi di intelligence, e la riforma delle strutture delle forze speciali di polizia. “Mori ha dato molto al Paese che è stato ingrato nei suoi confronti”, ha detto di lui Stefano Parisi.

Fonte Libero

Milano, 10 settembre 2017

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