«Ferragosto a San Luca», sfida dei radicali alla visitadi Salvini

IL CAPO DEL VIMINALE TERRÀ NELLA CITTADINA CALABRA, E NON A ROMA, L’ABITUALE CONFERENZA DEL 15 E RIBADIRÀ DI «VOLER TOGLIERE AI BOSS PURE LE MUTANDE».

D’ELIA, CON ALTRI ISCRITTI, FARÀ IL CONTOCANTO CON IL NO ALL’ANTIMAFIA DELLE DEROGHE COSTITUZIONALI.

Al ministero dell’Interno ma anche all’antimafia dei proclami immutabili. Perché proprio mente il nuovo Capo del Viminale, leghista e lombardo, tradisce la lombardissima Ponte di Legno per fare il ferragosto in Calabria, e sceglie la travagliata San Luca per la consueta conferenza ferragostana, i pannelliani si danno appuntamento nello stesso difficile contesto per offrire «l’alternativa nel contrasto alla criminalità organizzata». Una scelta politica che si inserisce in una strategia ormai consolidata del Partito radicale: modificare norme come quelle sullo scioglimento dei comuni e contrastare lo stato d’eccezione del “doppio binario” nelle misure antimafia. Una marcia controcorrente, quella della segreteria di via Torre Argentina, in nome del principio per cui, alla sfida criminale, lo Stato non risponde con la stessa «terribilità» ma con la piena legalità.

In termini politici si tratta di un conflitto aperto con l’esecutivo e in particolare con il vicepremier Matteo Salvini. Il quale, nel campo del contrasto al crimine organizzato, si pone in linea di continuità con le scelte degli ultimi anni, che hanno esteso, anziché riconsiderarle, le misure antimafia patrimoniali. Sull’insostenibilità costituzionale di tali norme i radicali conducono una campagna itinerante da mesi. Solo negli ultimi giorni hanno girato l’intera Sicilia, da Palermo a Catania, per presentare le loro 8 proposte di legge di iniziativa popolare sulla giustizia, tra cui quella che prevede di annullare le misure di prevenzione patrimoniali per gli imprenditori prosciolti dalle accuse di mafia nei processi penali. Sul punto certo non s’incontrano con Salvini, che pone come bussola della propria azione antimafia un «rafforzamento dei sequestri», senza affrontare le contraddizioni del sistema. Così, per rendere più esplicita la dimensione del conflitto, gli eredi di Pannella vanno a “rompere le uova nel paniere” al Capo del Viminale proprio in quella San Luca dove hanno dominato boss ’ ndranghetisti tra i più sanguinari, come i Pelle. Appuntamento a San Luca ( Rc), «nella piazzetta antistante il municipio dalle ore 18 alle 21, nell’ambito di un’iniziativa– dibattito organizzata

insieme a “Mezzogiorno in Movimento”», segnala la nota. In rappresentanza del Partito radicale sarà presente Sergio D’Elia, coordinatore della presidenza, oltre a Giampaolo Catanzariti, Ilario Amendolia, Andrea Cuzzocrea, Pierpaolo Zavettieri e altri iscritti. Nel corso dell’evento «sarà possibile sottoscrivere le 8 proposte di legge di iniziativa popolare “per lo Stato di diritto, contro il regime”, tra le quali quelle di revisione della procedura di scioglimento dei Comuni per mafia, di revisione del sistema delle informazioni interdittive e delle misure di prevenzione antimafia». Il comunicato fa notare come «mentre molti si stracciano le vesti chiedendo una reazione dinanzi alla sistematica opera di scioglimento per mafia dei Comuni, e altri invocano e attendono le “competenze” dei parlamentari catapultati sui territori, il Partito radicale offre l’alternativa di una migliore e più efficace strategia di contrasto alla criminalità organizzata, anche con una proposta di legge di iniziativa popolare volta a coniugare le misure necessarie a impedire i tentativi di infiltrazione mafiosa nel sistema economico e istituzionale con la necessità di salvaguardare la sovranità popolare e la democrazia rappresentativa, la continuità aziendale e i posti di lavoro, i principi dello Stato di Diritto e i diritti umani fondamentali». Una sfida, a suo modo estrema, alle vie spicce di Salvini in materia di antimafia, non c’è che dire.

DI ERRICO NOVI

Fonte Il Dubbio

Roma, 14 agosto 2018

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