Facebook e fake news, al via in Usa test su affidabilità testate

A utenti solo due domande su conoscenza sito e autorevolezza

Dopo l’annuncio di qualche giorno fa di affidare agli utenti l’individuazione di testate giornalistiche affidabili, al via in Usa il test di Facebook.

“Conosci questo sito?”, “Quanto ti fidi?”, sono le due uniche domande a cui gli utenti statunitensi devono rispondere per giudicare una testata giornalistica. Il contenuto del test è stato reso noto dal sito americano BuzzFeed, Facebook ha confermato il contenuto e spiegato che il test è stato elaborato internamente.

“Questo aggiornamento cambierà il modo in cui vedrete le notizie su Facebook – ha spiegato la scorsa settimana Mark Zuckerberg – sposterà l’ago della bilancia verso le fonti ritenute affidabili dalla community”. In sostanza, terminato il test, l’algoritmo dovrebbe premiare quelle pagine che rilanciano notizie affidabili secondo gli utenti. Un nuovo tentativo del social network di correre ai ripari dopo la bufera sulle fake news scoppiata durante la campagna per le presidenziali. Con le due semplici domande che lasciano in mano ai due miliardi di utenti del social network un potere di scelta enorme.

“Il questionario non sarà l’unico elemento di valutazione, è un ulteriore sforzo per combattere l’incontenibile fenomeno delle notizie false”, spiega all’ANSA Vincenzo Cosenza, esperto di social media e autore del blog Vincos -. Non penso che il giudizio sull’affidabilità di una testata verrà delegato solo agli utenti e solo a due domandine semplicistiche – aggiunge -. Mi sembra più una prova per capire se è la strada giusta oppure no, un ulteriore sforzo che il social network sta facendo per risolvere una questione complessa come le fake news. Credo che il test non sarà un marchio perenne ma un altro segnale di affidabilità di una fonte. Mi sembra che il punto di svolta rispetto al passato – conclude l’esperto – sia anche far capire agli utenti che devono essere più consapevoli, quello che vedono sulla loro bacheca è determinato da un algoritmo alimentato da quello che loro vogliono”

Roma, 26 gennaio 2018

LASCIA UN COMMENTO