Due rivolte in carcere: una ad Ariano Irpino l’altra a Poggioreale

Agenti aggrediti da detenuti in due istituti della Campania.

Episodi di violenza nel giro di poche ore in due istituti penitenziari campani. Uno nel carcere minorile di Ariano Irpino e l’altro a Poggioreale. A farne le spese sono gli agenti di polizia penitenziaria. Ad innescare La “rivolta”

all’istituto penitenziario minorile è tutta dovuta da un falso allarme lanciato da un detenuto. Quest’ultimo, mentre era accompagnato in matricola dagli agenti penitenziari, si è messo ad urlare perché lo stavano picchiando.

Idetenuti di due sezioni, giunti presso l’infermeria del vecchio padiglione, hanno forzato il cancello d’ingresso del reparto infermeria, spingendo con forza il poliziotto – ferendolo – che aveva provveduto all’apertura del cancello. Quindi hanno raggiunto la rotonda dove i due agenti si sono chiusi nel gabbiotto per proteggersi. I detenuti stessi poi hanno capito che il loro compagno aveva detto una bugia, lo hanno rimproverato perché si sono sentiti presi in giro e se ne sono rientrati in cella. L’atto violento, frutto di un malinteso, è poi rientrato. Il direttore del penitenziario Gianfranco Marcello che ha cercato di isolare il padiglione dove si è registrata la protesta. Alcuni dei detenuti protagonisti della rivolta saranno trasferiti in altre strutture detentive.

L’altra violenza registrata al carcere di Poggioreale riguarda, invece, un detenuto che ha colpito con estrema violenza un agente di polizia penitenziaria in servizio, al quale ha pure spaccato un labbro. È il segretario campano del Sappe, a denunciare l’accaduto: «Colpa e conseguenza della protesta sconsiderata e incomprensibile di un detenuto ristretto nel padiglione Roma, che si è scagliato con estrema violenza contro l’agente di servizio, ferendolo seriamente. Gli ha rotto un labbro

con un pugno e se non fosse stato per il tempestivo intervento degli altri colleghi non so come sarebbe finita». Il padiglione Roma è dedicato soprattutto per i tossicodipendenti. Non di rado accadono episodi simili. Anche autolesionistici. Quattro giorni fa, un detenuto ristretto proprio in quel padiglione ha tentato di tagliarsi le vene e si è procurato lesioni gravi ad un polso, per cui dopo i primi soccorsi all’interno della casa circondariale è stato trasportato all’ospedale Loreto Mare, dove è attualmente ricoverato.

Poggioreale è un carcere dove è ritornato l’affollamento e dove la scarsità del personale, la mancanza di attività lavorative, di mediatori culturali e su tutti il problema della salute, rappresentano le criticità maggiori. Problemi di salute soprattutto psichica rispetto alla quale gli agenti non possono e non hanno gli strumenti per far fronte al disagio. In più ci sono internati che dovrebbero stare nelle Rems, ma che sono parcheggiati in carcere, in attesa che si liberino i posti. Una condizione di evidente illegalità che riguarda la maggior parte delle carceri italiane.

DI DAMIANO ALIPRANDI

FONTE IL DUBBIO

ROMA, 14 GIUGNO 2018

 

LASCIA UN COMMENTO