Dopo un anno di discussione, primo ok a tutele per orfani vittime femminicidio

Dopo quasi un anno di discussione arriva il via libera della Camera al testo che prevede tutele in favore degli orfani di crimini domestici. La proposta di legge, approvata all’unanimità, ora passa al Senato in attesa dell’approvazione definitiva.

Il testo offre assistenza e difesa già nelle prime fasi del processo penale ed accesso gratuito al patrocinio a spese dello Stato, ma modifica anche il sequestro conservativo, per rafforzare la tutela degli orfani rispetto al loro diritto al risarcimento del danno, ed annulla il diritto al godimento dell’eredità e della pensione di reversibilità per i colpevoli di omicidi in famiglia.

Sostanzialmente, secondo il relatore Franco Vazio (Pd) che ora ne auspica una veloce approvazione in Senato, il provvedimento “affronta e risolve le criticità e le aberrazioni di una legislazione penale e civile a cui erano sottoposti gli orfani vittime di crimini domestici. Non sarà più possibile che l’omicida goda della pensione di reversibilità del coniuge ucciso e che si intaschi, anche temporaneamente, parte della sua eredità. La pensione sarà immediatamente sospesa, così come il suo diritto a succedere; i suoi beni saranno sequestrati a garanzia del pagamento dei danni subiti dai figli della vittima, che dovranno essere liquidati subito dal Giudice Penale, almeno per una quota del 50% del loro presumibile ammontare. Queste norme si applicheranno anche nei casi di omicidi commessi a danno della parte dell’unione civile”.

Soddisfatta anche la presidente della commissione Giustizia della Camera, Donatella Ferranti (Pd), che parla di “un altro significativo passo avanti verso più marcate e incisive forme di tutela delle vittime di reati”. Fino ad oggi chi uccideva il proprio coniuge poteva cavarsela con una pena di 11 anni. Il testo prevede invece l’ergastolo. Arrivano poi per gli orfani di crimini domestici iniziative e sostegni da parte dello Stato per l’assistenza medico-psicologica, per la creazione di borse di studio e per il loro inserimento lavorativo (c’è un fondo di due milioni all’anno).

L’omicidio del coniuge, del partner civile e del convivente viene equiparato a quello dei genitori o dei figli e rientra pertanto nella fattispecie aggravata per la quale è prevista la pena dell’ergastolo. Gli orfani di crimini domestici potranno accedere al gratuito patrocinio a prescindere dai limiti di reddito. Nei confronti del familiare per il quale è chiesto il rinvio a giudizio per omicidio viene sospeso il diritto alla pensione di reversibilità. Durante tale periodo (e fino a quando vi siano i requisiti di legge) la pensione, senza obbligo di restituzione, sarà percepita dai figli della vittima. In caso di proscioglimento o archiviazione, la sospensione viene meno e lo Stato, salvo vi sia stato subentro dei figli, dovrà corrispondere gli arretrati. La condanna e il patteggiamento comportano automaticamente l’indegnità a succedere (sarà direttamente il giudice penale a dichiararla, senza necessità di un’azione civile da parte degli eredi). Peraltro, fino ad archiviazione o proscioglimento, resta sospesa la chiamata all’eredità.

Fonte Ansa

Roma, 4 febbraio 2017

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