DI MATTEO, CIANCIMINO E LA LORO COERENZA.

“Sulla strage di via d’Amelio siamo a un passo dalla verità” – ha detto il magistrato, che oggi è sostituto procuratore della Direzione nazionale antimafia – Mai come ora siamo vicini alla verità.

E questo grazie a me e ad altri magistrati. Ecco perché non è giusto che questi magistrati siano oggi accostati a depistaggi e questa accusa è strumentale a chi non vuole che si vada avanti”

Lui ed altri magistrati hanno il “merito” di aver creduto, come prima a Scarantino, ora a Massimo Ciancimino.
Ritenuto inattendibile:

1) a CL nell’istruttoria del Borsellino quater, inattendibilità che confligge con la credibilità ritenuta anche da Di Matteo, come per Scarantino, all’epoca.
2) dalla corte del processo Mori-Obinu, inattendibilità che confligge con la credibilità ritenuta anche da Di Matteo, come per Scarantino all’epoca.
3) dal giudice del processo Mannino di primo grado sulla trattativa; inattendibilità che confligge con la credibilità ritenuta anche da Di Matteo, come per Scarantino all’epoca.

E, infine, ritenuto inattendibile, Ciancimino, dalla corte NELLA SENTENZA DI PRIMO GRADO SULLA TRATTATIVA, che ha persino messo il dito nella piaga, ritenendo anche falsi tutti i suoi documenti.

Vale a dire, ad esempio, il mitico storico papello, messo agli atti del processo trattativa come “prova principe” dallo stesso Di Matteo e che sempre secondo Di Matteo era senz’altro autentico “non trattandosi di un fotomontaggio”, invece persino secondo la corte della trattativa, non può considerarsi autentico. (il non essere un fotomontaggio non prova l’autenticità, ad esempio, di una banconota da 35 euro, anche se è fatta con un’unica matrice e non fotomontata, resta sempre una patacca).

Ora, siccome i passaggi logici per dubitare della genuinità di quei documenti sono, come noi abbiamo sempre detto, elementari, cioè non c’è bisogno di superperiti per rendersi conto che sono patacche, si confida che l’annunciata verità risulti molto meno inutilmente travagliata, e facilmente comprensibile.”

 

di Massimo Martini

Milano, 19 settembre 2018

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