Detenuto ricoverato in ospedale va in escandescenza e minaccia la Penitenziaria

Si sono vissuti momenti di grande tensione, mercoledì, nell’Ospedale di Campobasso. “Colpa e conseguenza della protesta sconsiderata e incomprensibile di un detenuto che, finito il ricovero, ha opposto resistenza al rientro in carcere”, spiega Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, il primo e più rappresentativo della Categoria.

 

“L’uomo ha posto in essere una serie di atteggiamenti aggressivi contro la scorta della Polizia Penitenziaria, perché non voleva rientrare in carcere, ed ha persino colpito violentemente una finestra, forse per tentare una improbabile fuga. Sono stati momenti di grande tensione e pericolo, gestiti però con grande coraggio e professionalità dai poliziotti penitenziari, che sono stati anche minacciati e insultati dal detenuto. L’evento è stato particolarmente critico perché posto in essere in una corsia di ospedale alla presenza di molti ricoverati e familiari ma è stato gestito al meglio dalla Polizia Penitenziaria, che paga pesantemente in termini di stress e operatività questi gravi e continui episodi critici”. Il SAPPE evidenzia gli eventi critici accaduti nelle carceri del Molise lo scorso anno 2016: 42 gli atti di autolesionismo, 2 tentati suicidi, 18 colluttazioni, 18 ferimenti, una evasione conseguenza di un mancato rientro in carcere da semilibertà. Sono stati 44 gli scioperi della fame, 8 i rifiuti del vitto dell’Amministrazione e 3 il danneggiamento di beni e corredi delle celle.

 

Commenta infine Capece: “Per fortuna delle Istituzioni, gli uomini della Polizia Penitenziaria svolgono quotidianamente il servizio in carcere ed all’esterno – come a Campobasso – con professionalità, zelo, abnegazione e soprattutto umanità, pur in un contesto assai complicato per il ripetersi di eventi critici. Ma non si può e non si deve ritardare ulteriormente la necessità di adottare urgenti provvedimenti: non si può pensare che la gestione quotidiana delle costanti criticità delle carceri molisane e del Paese (oggi affollate da quasi 56mila detenuti) sia lasciata solamente al sacrificio e alla professionalità delle donne e degli uomini della Polizia, sotto organico di 7mila unità”.

Fonte http://quotidianomolise.com

Campobasso, 3 aprile 2017

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