COMUNICATO STAMPA SULLA SENTENZA CONTRADA

È stata depositata la motivazione della sentenza della Corte di Cassazione con la quale, il 6 luglio scorso, è stata dichiarata ineseguibile e improduttiva di effetti penali la pronuncia con cui nel 2006 la Corte d’Appello di Palermo aveva condannato Bruno Contrada per concorso esterno in associazione di tipo mafioso; pronuncia che, nel 2015, la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha dichiarato illegittima, in quanto emessa in relazione a condotte che, al tempo della loro commissione, non costituivano reato e, perciò, contrastante con il principio di legalità sancito dall’art. 7 Cedu. Qualche breve riflessione. 


La sentenza della Suprema Corte afferma alcuni specifici principi:


1) le sentenze della Corte EDU hanno portata immediatamente percettiva per tutte le parti interessate, in primis per lo Stato destinatario della pronuncia; dimodochè lo Stato medesimo (e per esso i suoi organi, a partire da quelli giudiziari) è obbligato a darvi esecuzione, senza godere di alcun margine di discrezionalità al riguardo;


2) a fronte di sentenze della Corte EDU che abbiano affermato la violazione dell’art. 7 della Convenzione da parte del Giudice nazionale, non è consentita a quest’ultimo alcuna riapertura del processo (attraverso lo strumento della revisione c.d. europea), dal momento che – essendo stata accertata dalla Corte Europea la mancanza di base legale del supposto reato – non si può (ri)celebrare un processo per un reato inesistente;


3) di conseguenza, in questo caso, lo strumento processuale atto a consentire l’ottemperanza dell’ordinamento interno alla sentenza della Corte EDU è l’incidente di esecuzione (coi contenuti dell’art. 670 c.p.p. piuttosto che dell’art. 673 c.p.p.), volto alla rimozione degli effetti del giudicato censurato dalla Corte Europea;


4) in conclusione, avendo la Corte di Cassazione rimosso dall’ordinamento tutti gli effetti della pronuncia che aveva affermato la responsabilità penale di Bruno Contrada, quest’ultimo deve reputarsi, sotto ogni profilo giuridico, innocente.

Avvocato Stefano Giordano

Roma, 21 settembre 2017

LASCIA UN COMMENTO