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Carcere minorile di Airola ed eventi critici: il sopralluogo del Sappe

La presenza in Campania di Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, pone al centro delle cronache le criticità e le problematiche dei due penitenziari per minori di Nisida e Airola.

“Abbiamo rappresentato al Segretario Generale Capece le cose che non vanno nei due Istituti e rispetto ai quali il SAPPE è da tempo impegnato”, sottolinea Carmine d’Avanzo, coordinatore nazionale del SAPPE presso il Dipartimento della Giustizia Minorile e di Comunità, con i dirigenti sindacali dei due istituti. “A Nisida è fondamentale dire basta alla mobilità selvaggia del personale, anche attraverso assegnazioni negli uffici della direzione fatte senza trasparenza. Ed un no chiaro e forte dev’essere fatta alla scellerata ipotesi di destinare la Caserma Agenti di Polizia Penitenziaria non più a disposizione del personale ma ai nuovi uffici della direzione. Chiarezza e trasparenza vanno fatti anche per quando concerne la gestione del monte ore del lavoro straordinario, oggi uguale sia per chi è in prima linea a contatto con i detenuti e chi invece se ne sta in ufficio, e sull’organizzazione di lavoro degli Agenti”.

Per quanto concerne invece il penitenziario minorile di Airola, già al centro di gravi e recenti eventi critici, il SAPPE denuncia “l’esiguità dell’organico Agenti al quale si contrappone un elevato numero di detenuti, per altro sempre più maggiorenni da quando è stata modificata la legge che prevede la loro detenzione in strutture per minori. Il SAPPE chiede, per ragioni di ordine, la messa in sicurezza dell’area passeggi e della portineria stessa del carcere, oltre anche qui ad una equa ripartizione del lavoro straordinario che premi principalmente chi lavora a contatto con i detenuti, in prima linea”.

Donato Capece, segretario generale del SAPPE, aggiunge: “E’ solamente grazie ai poliziotti penitenziari, agli eroi silenziosi del quotidiano con il Basco Azzurro a cui va il ringraziamento del SAPPE per quello che fanno ogni giorno, se le carceri reggono alle costanti criticità penitenziarie. Contiamo ogni giorno gravi eventi critici nelle carceri italiane, episodi che vengono incomprensibilmente sottovalutati dall’Amministrazione Penitenziaria e dalla Giustizia Minorile e di Comunità. Ogni 9 giorni un detenuto si uccide in cella mentre ogni 24 ore ci sono in media 23 atti di autolesionismo e 3 suicidi in cella sventati dalle donne e dagli uomini del Corpo di Polizia Penitenziaria.  Aggressioni risse, rivolte e incendi sono all’ordine del giorno e i dati sulle presenze in carcere ci dicono che il numero delle presenze di detenuti in carcere è in sensibile aumento. Ed il Corpo di Polizia Penitenziaria, che sta a contatto con i detenuti 24 ore al giorno, ha carenze di organico pari ad oltre 7.000 Agenti. Pesantissima, in particolare, la situazione dei Reparti dei due carceri di Nisida e Airola, nettamente sotto organico …”.

“E non è un caso se, da quando sono stati introdotti nelle carceri vigilanza dinamica e regime penitenziario aperto, gli eventi critici nelle carceri sono decuplicati”, evidenzia infine. “Davvero non comprendo come si possa aver avuto il coraggio, nella recente legge di modifica della legge penale e penitenziaria, di estendere ancora di più la vigilanza dinamica nelle carceri, che vorrà dire più caos e violenza nei penitenziari. Non ci si ostini a vedere le carceri con l’occhio deformato dalle preconcette impostazioni ideologiche, che vogliono rappresentare una situazione di normalità che non c’è affatto: gli Agenti di Polizia Penitenziaria devono andare al lavoro con la garanzia di non essere insultati, offesi o – peggio – aggrediti da una parte di popolazione detenuta che non ha alcun ritegno ad alterare in ogni modo la sicurezza e l’ordine interno, come è avvenuti anche recentemente sia a Nisida che ad Airola”.

Sappe Informa

Roma, 5 luglio 2017

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