Capitano Ultimo bocciato alle elezioni del Cocer

SERGIO DE CAPRIO SI ERA CANDIDATO AL “SINDACATO” DELL’ARMA.

IL SUO PROGRAMMA “ANTICASTA” NON HA AVUTO SUCCESSO TRA I COLLEHI E IL CARABINIERE CHE ARRESTÒ RIINA NON È STATO ELETTO TRA I 19 RAPPRESENTANTI DI OLTRE 110MILA MILITARI.

Non ha riscosso successo il programma “anticasta” del colonnello Sergio De Caprio, alias “capitano Ultimo”: la sua candidatura alle elezioni per il rinnovo del Consiglio centrale di rappresentanza militare ( Cocer), il “sindacato” dell’Arma è stata bocciata questa settimana dai colleghi. De Caprio, classe 1961, il 15 gennaio 1993, giorno che arrestò Totò Riina dopo una latitanza di 24 anni, divenne l’ufficiale dell’Arma più famoso d’Italia. Il volto sempre coperto da passamontagna, la mano con il guanto traforato, gli amati falchi, hanno contribuito ad aumentarenel tempo la sua celebrità, trasformandolonell’icona di se stesso. Un grosso handicap in una Istituzione che tollera la notorietà dei propri appartenenti solo nelle fiction televisive.

Ultimo negli anni si è trasformato anche nel paladino dei deboli e degli oppressi creando una Onlus che porta il suo nome. Una casa famigliache si occupa di assistere minorenni in difficoltà, giovani detenuti in semilibertà, immigrati provenienti dai centri di accoglienza.

Per un “buco” nel curriculum, non aver comandato un comando provinciale per almeno due anni, la sua carriera si è fermata nel grado di colonnello, a differenza di quasi tutti i suoi colleghi di corso che nel frattempo sono diventati generali. Non avere l’assillo della promozione al grado superiore, però, può essere un vantaggio. Ad esempio per concentrarsi sulle indagini.

Trasferito dal Raggruppamento operativo speciale ( Ros) del generale Mario Mori al Nucleo operativo ecologico ( Noe), Ultimo si è dedicato a tempo pieno alle investigazioni. Non solo il contrasto ai reati ambientali ma anche contro la pubblica amministrazione. E’ lui che coordinò le indagini sul presidente di Finmeccanica Luigi Orsi, accusato di corruzione internazionale per la vendita degli elicotteri Augusta all’India, poi completamente scagionato dopo una lunga carcerazione preventiva, o sui vertici della Cpl-Concordia, il colosso delle cooperative emiliano, tutti prosciolti dopo essere stati accusati di far parte di una associazione a delinquere finalizzata alla truffa per le erogazioni pubbliche. L’ultima indagine che ha avviato è l’ormai celebre inchiesta “Consip”, condotta dal pm napoletano Henry John Woodcock e di cui si sono perse da tempo le tracce. In uno dei filoni investigativi sono indagati, per rivelazione del segreto, l’ex comandante generale dell’Arma Tullio Del Sette ed alcuni componenti del “Giglio magico”, fra cui l’allora ministro dello Sport Luca Lotti.

Nell’indagine Consip è rimasto travolto un suo stretto collaboratore, il capitano, ora maggiore, Giampaolo Scafarto accusato di aver taroccato alcune telefonate al fine di arrestare il padre dell’ex premier Matteo Renzi.

Famoso per i suoi attacchi ai politici che lo criticavano avvertendoli di «star sereni» invece di prendersela con «pochi disperati carabinieri che lavorano per un tozzo di pane», perché «la lotta al crimine appartiene al popolo» che invece i politici «sfruttano», Ultimo per un periodo è stato anche il candidato di bandiera di Fratelli d’Italia.

Fino alla decisione di intraprendere la carriera di sindacalista dell’Arma. Nel suo santino di presentazione De Caprio aveva scritto che in caso di elezione avrebbe svolto l’incarico «senza alcuna sudditanza psicologia verso i decisori che gestiscono le risorse ed il destino professionale delle persone». E la sua azione sarebbe stata incentrata al «contrasto delle disparità di trattamento e delle diseguaglianze». Temi che, evidentemente, non hanno riscosso successo fra i colleghi.

Pur non essendo un vero sindacato, il Cocer formula pareri e proposte per tutto ciò che riguarda la tutela giuridica, economica, previdenziale, sanitaria e culturale dei quasi 110.000 carabinieri oggi in servizio. L’attuale Consiglio doveva cessare nel 2016 se non fosse stato prorogato per ben due anni consecutivi da Del Sette.

I 19 componenti del Cocer sono eletti in numero proporzionale alla forza organica di ciascun ruolo. I delegati del ruolo ufficiali sono due, di cui uno, il più elevato in grado, è il presidente del Consiglio. Incarico, quest’ultimo, che se fosse stato eletto, sarebbe toccato a De Caprio. Il Cocer è un organismo molto potente. La forza è nei numeri: 19 rappresentanti per 110.000 militari. Ascoltato da ministri, parlamentari, vertici militari, il Cocer è in grado di condizionare gran parte delle scelte di politica militare. L’ultimo presidente noto alle cronache fu il generale Antonio Pappalardo, adesso a capo del Movimento di Liberazione Italia, gli ex “forconi”. Durante il suo mandato si ricordano gli scontri, a proposito del progetto di unificazione delle Forze di polizia, con il presidente del Consiglio Massimo D’Alema. Pappalardo venne sollevato dall’incarico e da allora nessun ha più voluto ripercorre le sue gesta.

di GIOVANNI M. JACOBAZZI

Fonte Il Dubbio

Roma, 1 giugno 2018

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