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Camera vota decreto sicurezza. Ok ad arresto in flagranza differita

Ritirato invece emendamento per introdurre codice identificativo delle forze dell’ordine.

Chi spacca una vetrina durante una manifestazione se identificato da telecamere potrà essere arrestato come se fosse stato colto in flagrante. Arriva – infatti – nel dl sicurezza in discussione alla Camera la flagranza “in differita”, quando cioè, le telecamere testimoniano un reato. Il testo è in discussione a Montecitorio.

L’EMENDAMENTO – Approvato dalla Camera un emendamento al Dl sicurezza presentato da Fi ma sostenuto dal relatore che prevede la possibilità dell’arresto in flagranza differita (per i soli reati in cui l’arresto è obbligatorio) e ciò se il reato con violenze alla persone o alle cose avvenga durante o in occasione di manifestazioni pubbliche e sia ripreso da telecamere e in immagini fotografiche e che l’identificazione avvenga non oltre il “tempo necessario” per arrivare alla identità del reo e comunque entro 48 ore dal fatto. I sì sono stati 286, 114 i no.

E’ stato invece ritirato dal governo l’emendamento al Dl sicurezza che mirava che introdurre il codice identificativo sulle divise della polizia. Il viceministro Filippo Bubbico, dopo diverse sollecitazioni, ha spiegato in Aula che il testo è stato ritirato per “mere questioni tecniche e che sarà reintrodotto al Senato in questo decreto”.

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