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Ancora roghi al sud, fiamme anche sul Vesuvio

Fuoco sul Gargano. A Messina situazione verso la normalità, si contano i danni

 

Il Sud Italia brucia. Da Messina al Gargano, fino al Vesuvio, si moltiplicano i roghi.

 

 

Due chilometri in fiamme sul Vesuvio

Sono oltre 600 gli uomini impegnati nello spegnimento dei circa 100 incendi che stanno interessando la Campania tra personale della protezione civile locale, dipendenti della Sma Campania e volontari. Tra le situazioni più critiche quella che registra nell’area vesuviana: si sono uniti i due incendi che si erano sviluppati rispettivamente ad Ercolano e a Ottaviano. Al momento le fiamme sono molto alte e il fronte di fuoco si estende su circa due chilometri di lunghezza.

La situazione nella Regione Campania è particolarmente complessa per la concomitanza di più fronti che si sono sviluppati sull’intero territorio e, in particolare, in provincia di Napoli, Salerno e Avellino. Sono tutti in azione gli elicotteri regionali che, in queste ore, stanno fronteggiando cinque diversi fronti: a Caserta, Montoro, Cervinara, Torre del Greco e San Pietro al Tanagro. Richiesto il supporto di mezzi aerei nazionali: stanno operando, al momento, un S64 e due canadair.

Le fiamme del Gargano si estendono al Subappennino dauno

Continua da molte ore il lavoro incessante dei vigili del fuoco del Comando provinciale di Foggia per spegnere gli incendi che si sono sviluppati in alcune zone del Gargano, in modo particolare a Carpino, Cagnano Varano e Mattinata. La situazione appare critica anche perché le fiamme si stanno estendendo nel Subappennino dauno.

Tutte le squadre dei vigili del fuoco sono impegnate con tutti i mezzi a disposizione, tra cui anche dei canadair, e stanno operando con il supporto di volontari della protezione civile e dei carabinieri forestali

 

Messina chiede lo stato di calamità

Tavolo tecnico oggi, al Comune di Messina, per affrontare l’emergenza incendi che sta devastando il territorio. A Palazzo Zanca, oltre al sindaco Renato Accorinti, al vicesindaco Gaetano Cacciola e agli assessori comunali, sono arrivati il presidente della Regione siciliana Rosario Crocetta, il dirigente generale della Protezione Civile regionale Calogero Foti e il presidente del Parco dei Nebrodi Giuseppe Antoci. L’obiettivo, oltre la conta dei danni, è predisporre una serie di interventi per le aree colpite. Crocetta ha annunciato che «sarà dichiarato lo stato di calamità naturale» e ha lanciato anche un appello allo Stato: «Servono maggiori mezzi a chi lavora e interviene sui posti dei disastri, ma noi chiediamo anche più repressione e misure forti in modo da scoraggiare i piromani». L’amministrazione comunale ha anche chiesto presidi permanenti nelle zone più a rischio «precisando che tali eventi potrebbero ripetersi». In fumo sono andati parecchi ettari di boschi.

Dal 30 giugno la provincia di Messina è impegnata in una lotta senza sosta contro le fiamme. Ieri, per tutta la giornata, Vigili del fuoco, Forestale, Protezione civile e forze dell’ordine sono stati impegnati a domare i roghi scoppiati in città e in provincia. Alcuni focolai sono ancora attivi sui monti peloritani ma la situazione sembra ormai essere sotto controllo. «Per quell’evento (30 giugno ndr) abbiamo già fatto richiesta dello stato di calamità naturale – ha detto il vice sindaco – e alla luce dei nuovi e gravi eventi provvederemo ad implementare tale domanda. Si provvederà in tempi brevi anche a fare un censimento dei danni subiti».

 

Fonte La Stampa

Roma, 11 luglio 2017

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